ANCHE L’AZIENDA SE NE VA IN BARCA
Ottobre 28, 2006
di Giuseppe Zanghi
Ecco, sta per iniziare una giornata di formazione manageriale. Naturalmente parliamo di formazione outdoor: processo formativo che si svolge all’aperto, a contatto con la natura, in cui i partecipanti vivono un’esperienza pratica che, attraverso delle emozioni, stimoli l’apprendimento. Oggi sono sempre più numerose le aziende che progettano la formazione dei propri manager sfruttando questo processo formativo: un’esperienza vissuta sul campo con i propri colleghi che aggreghi il gruppo e, attraverso le emozioni e le azioni, inneschi dinamiche di apprendimento, disponibilità al cambiamento, capacità di mettersi in gioco i cui effetti abbiano una ricaduta positiva nella vita dell’azienda.
Questo tipo di attività trova le sue origini addirittura prima della seconda guerra mondiale, quando nei paesi anglosassoni si diffondeva progressivamente la convinzione che imparare dall’esperienza fosse più efficace che farlo solo dalla teoria.
In Italia l’outdoor comincia ad affacciarsi agli inizi degli anni ’90, dopo qualche timida apparizione negli anni ’80. Oggi l’outdoor non è praticato solo in barca a vela, ma anche attraverso esperienze di orieteering, rafting, building, torrentismo, esperienze artistiche nel campo musicale o della recitazione. Ma la vela, per il contatto con gli elementi naturali e la vita di bordo, sembra essere la più funzionale per la formazione aziendale. In effetti la barca rappresenta la perfetta metafora dell’organizzazione aziendale, in cui ci sono degli obiettivi da raggiungere, ruoli e compiti da attribuire, imprevisti ed emergenze da affrontare, in cui ogni azione ha un’immediata ricaduta sul gruppo (dalla gestione della vita di bordo alle manovre da effettuare in sincronia).
Gli obiettivi didattici perseguibili possono variare incidendo semplicemente sull’organizzazione dell’evento: teambuilding, comunicazione, ricerca e mantenimento della performance, leadership.
Ma perché questo tipo di formazione sia realmente efficace, due fattori sono imprescindibili. Da un lato è fondamentale la presenza di persone qualificate dal punto di vista sia della formazione velica che della formazione manageriale. Dall’altro che si ponga la dovuta attenzione agli aspetti di progettazione ed organizzazione dell’evento, in modo che gli obiettivi siano ben esplicitati e condivisi e l’organizzazione sia funzionale sia sotto il profilo didattico che logistico. Altrimenti si rischia varcare la sottile linea di confine tra formazione outdoor ed incentive per il management.




Ottobre 28, 2006 at 4:21 pm
Molto interessante, davvero